Programma di sabato 7 ottobre 2017 Nella pomeriggio, incontro con le delegazioni delle Associazioni gemellate E loro sistemazione in hotel. Ore 19.30 Cena presso ristorante locale Ore 21,00 Presso la sala del Bergognone di Nerviano Concerto del coro polifonico L’Estro Armonico Programma di domenica 8 ottobre ore 8,30 S. Messa presso la chiesa parrocchiale…. P.za Maggiolini Al termine ci recheremo in Villa Corvini accompagnati in corteo dalla banda musicale …..la quale terrà un concerto nel cortile della Villa. ore 10,30 nella sala rossa di Villa Corvini si terranno le premiazione dei donatori ore 13,00 nell’atrio di Villa Corvini a chiusura della manifestazione verrà offerto un buffet a ospiti e convenuti. Domenica 15 ottobre Gita sociale a Castell’Arquato ore 7.30 Partenza da Parabiago P.za Mercato ore 10.00 Arrivo a Castell’Arquato Visita libera alla città considerata uno dei borghi più belli d’Italia. ore 12.30 Ritrovo presso il Ristorante Stradivarius nel cuore medioevale di Castell’Arquato per il pranzo sociale MENU DEL RISTORANTE Antipasto Culaccia (culatello nella sua cotenna) Crostone integrale con porcini gratinati Primi piatti Batalabbar (tortelli tipici a caramella) Tagliolini di castagne allo speck Secondi piatti Coppa piacentina al forno Faraona disossata e ripiena Contorni di stagione Dolce Avis Torta di vigolo marchese con spumante Vino Gutturnio Acqua minerale Caffè con correzione Un po’ di storia Le origini non sono storicamente provate. Si presume fosse un castrum militare risalente ai tempi della colonizzazione romana della zona. In epoca imperiale si sviluppò come piccolo capoluogo rurale, grazie alla posizione favorevole di dominanza sulla rete viaria. Le prime notizie riguardanti la pieve di Castell'Arquato sono dell'VIII secolo d.C. costruita da un “nobile e potente Signore nomato Magno”. Magno fece edificare il castello a base quadrata e una chiesa in onore della gran Madre di Dio (756-758). Magno dona alla sua morte nel 789 al vescovo di Piacenza il paese, la chiesa di Santa Maria e i beni annessi e Castell'Arquato assume un'importante indipendenza come Pieve. Con la donazione di Magno, Castell'Arquato passa sotto il dominio del vescovo di Piacenza. Dal 1204 al 1207 Grimerio, vescovo di Piacenza, scelse come dimora Castell'Arquato. La concessione del governo autonomo avviene ufficialmente nell'estate del 1220. Il primo documento dell'archivio storico della comunità arquatese è del 10 agosto 1220 e certifica che il vescovo Vicedomio cede al comune e agli homines di Castell'Arquato tutti i suoi beni nel borgo e nel territorio, dandoli in enfiteusi per 700 lire piacentine. Per 200 lire e un piccolo canone annuo cede anche “a titolo di investitura in perpetuo tutte le giurisdizioni. La fase podestarile termina nel 1290 quando Alberto Scotti, sostenuto dal partito guelfo, dal ceto mercantile e dalle corporazioni degli artigiani, diventa signore di Piacenza. Anche Castell'Arquato diventa una signoria vera e propria. Scotti si lega alla famiglia Visconti ed estende il proprio dominio al territorio di Piacenza L'alleanza coi Visconti finisce nel 1302; il figlio di Matteo Visconti, Galeazzo Visconti, sposa Beatrice d'Este e sposta il peso delle alleanze, dando il via ad un periodo di scontri che porteranno gli Scotti a Milano. Sotto il dominio degli Scotti Castell'Arquato acquista prestigio politico e si arricchisce di molte delle costruzioni che si possono ammirare ancora oggi, tra cui il Palazzo di Giustizia, nucleo di quello che oggi è il Palazzo del Duca e il Palazzo del Podestà. Galeazzo Visconti concesse al borgo “grazie speciali”: facoltà di emanciparsi giuridicamente da Piacenza, privilegio di dotarsi di un autonomo corpus di norme legislative. Iniziò il dominio visconteo che durerà fino al 1450. Nel 1324 Castell'Arquato viene ceduta al comune di Piacenza, soggetta anch'essa al dominio della Chiesa, Piacenza torna ai Visconti nel 1336 con Azzone Visconti, che favorisce l'autonomia degli arquatesi da Piacenza, insediando un podestà di sua fiducia, Galvagno de' Comini che muore a trentasette anni. A Luchino Visconti, suo successore, si deve la costruzione della Rocca (dal 1342), promossa dal comune di Piacenza. Nel 1403 Gian Galeazzo Visconti investe Borromeo de' Borromei e la sua discendenza dei poteri feudali su Castell'Arquato, con annesse rendite fiscali. Minacciati dalla potente famiglia fiorenzuolana degli Arcelli, cedono i loro diritti agli arquatesi, che li rimettono a Filippo Maria Visconti, duca di Milano. Dal 1416 al 1470 il borgo si chiamerà Castel Visconti. Nel 1438 Filippo Maria Visconti offre il feudo al condottiero Niccolò Piccinino. Sotto il suo governo vengono promulgati gli statuti comunali, Da Niccolò il borgo passa ai figli Francesco e Jacopo. Il cupo periodo del dominio visconteo si chiude senza eredi con la morte di Filippo Maria Visconti. Su Milano si allunga la mano di suo genero Francesco I Sforza, che viene proclamato dopo il 1447 anche signore di Piacenza e del contado. Francesco, a sua volta, cede Castell'Arquato a Tiberio Brandolini da Forlì. Nel 1541 papa Paolo III Farnese concede l'indipendenza al borgo, Il governo della dinastia Sforza continua fino al 1707, quando il territorio arquatese entra a far parte del Ducato di Parma e Piacenza, è il momento dei Farnese e dei Borboni. Fino al 1860 il Ducato di Parma e Piacenza diventa parte dapprima dei domini di Maria Luisa d'Austria e poi torna ai Borboni. In seguito alle vicende della Seconda guerra per l'Indipendenza (1859), i Borboni abbandonano il Ducato, che entra a far parte dapprima dei domini sabaudi e poi del stato unitario dei Savoia. VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

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